Parkinson e parkinsonismi: l’ozonoterapia può migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto

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Parkinson e parkinsonismi: l’ozonoterapia può migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto

Si definisce Morbo di Parkinson una patologia neurodegenerativa cronica, caratterizzata da tremore.
Affligge l’1% della popolazione italiana con più di 60 anni. E’ dovuto alla degenerazione e morte della sostanza nigra cerebrale, le cui cellule producono la dopamina, sostanza indispensabile per regolare la gradualità dei nostri movimenti. Sono state individuate 24 mutanti genetiche che predispongono alla malattia, che sembra attivata da inquinanti ambientali (Idrocarburi e Pesticidi); è più diffusa nelle aree agricole, dove è più facile il contatto con pesticidi e diserbanti. Traumi ripetuti (pugilato) sembra ne favoriscano l’insorgenza; mentre caffè e fumo di sigaretta sembrano avere un effetto protettivo.
Il Morbo di Parkinson è caratterizzato da tremori, rigidità, ipocinesia (marcia a piccoli passi). Nelle fasi più avanzate, i movimenti volontari divengono sempre più difficili; potranno manifestarsi scialorrea, depressione, stipsi, demenza, allucinazioni.
La terapia con Levodopa è considerata la più efficace, riduce notevolmente i tremori, ma la sua efficacia tende a diminuire nel tempo.
L’alimentazione proteica riduce l’assorbimento di Levodopa: si consiglia un’alimentazione ipoproteica.
Incoraggianti risultati sembrano dimostrati dagli effetti di un vaccino Anti Sinucleina, ancora in corso di sperimentazione.
Antiossidanti, Vit. C e Vit. D sembrano svolgere sia un effetto protettivo che ritardante l’evoluzione della patologia.

L’ozono ha una dimostrata azione antinfiammatoria ed antispastica, migliora il microcircolo, aumenta la produzione di energia cellulare, attiva il sistema antiossidante mitocondriale, facilita l’eliminazione dei cataboliti cellulari.
In un lavoro recentemente pubblicato sul Journal of Immunopathology and Pharmacology (Luglio-Settembre 2014; 379-389) abbiamo evidenziato, dopo autoemoterapia ozonizzata, sia l’attivazione del microcircolo cerebrale che una maggiore produzione di energia da parte dei neuroni: azioni che possono aiutarci a comprendere i miglioramenti da noi registrati sui pazienti parkinsoniani trattati con ozonoterapia.
Sembra che l’ozonoterapia migliori e renda più durevoli gli effetti dei farmaci (Levodopa, Selegilina, Bromocriptina, Antiossidanti) che dovranno continuare ad essere assunti sotto controllo del Neurologo.

Nelle forme giovanili o non risponsive ai farmaci può essere utile l’applicazione di elettrostimolatori cerebrali.
La fisioterapia è consigliabile e sembra ritardare la disabilità.
Anche in questa patologia si consiglia una “Alimentazione Antinfiammatoria”: evitare zuccheri semplici, farine troppo raffinate, carni rosse, fritti ed insaccati; aumentare frutta, verdure, legumi, farine integrali.